2006: il museo contadino di Orsara compie dieci anni
(URBS n° 4, Dicembre 2006, pag.310)
Era il 1996 quando l’Amministrazione Comunale del tempo mi concedeva in uso i locali dell’ex Scuola Elementare ormai inutilizzata per mancanza di alunni assecondando il mio progetto di insediare fra quelle mura un piccolo Museo che raccontasse alle generazioni a venire la storia di un’Orsara che non c’è più.
Il progetto piacque agli Amministratori ma ancora di più alla popolazione che, nonostante sia aperta alla modernità ed ospitale con gli stranieri che ormai sono presenti dovunque, non ha dimenticato il passato sofferto e laborioso dei padri ed ha fatto suo il desiderio di non lasciarne morire il ricordo.
Un gruppo di amici mi affiancò immediatamente nell’impresa, e una cospicua quantità di oggetti di uso agricolo o domestico, di capi d’abbigliamento e biancheria, di libri, di suppellettili di ogni tipo, appartenuti alle passate generazioni, prese ad arrivare da ogni parte. L’entusiasmo degli Orsaresi aveva permesso a quella che era soltanto un’idea di trasformarsi in breve tempo in un Museo della Provincia di Alessandria e della Regione Piemonte, oltre che nella casa di tutti, perché ogni famiglia in quel luogo aveva lasciato un ricordo.
Due anni dopo, nel 1998, nasceva l’Associazione Ursaria Amici del Museo finanziata da un gruppo di persone generose che si tassarono per affrontare le spese e garantire l’ufficialità dell’iniziativa.
Da quel momento fu l’Associazione a gestire le attività del Museo che manifestò subito l’ambizione di esercitare un ruolo di stimolo culturale nella comunità ospitando gruppi e scolaresche, organizzando mostre e valorizzando il territorio con numerose proposte.
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In anni più recenti l’Associazione si è cimentata anche in un’attività editoriale resa possibile dai contributi pubblici.
‘Na Quintùla di Farinetti, Pastorino, Vacca, finito di stampare nel luglio 2002, n° 49 della serie Memorie dell’Accademia Urbense, è stato finanziato dalla Regione Piemonte dalla Provincia di Alessandria, dal Comune di Orsara e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino.
Racconta di un’Orsara arcaica, viva soltanto nella memoria di pochi. Comprende una parte storica, poi nel corso di 16 capitoli, per un totale di 243 pagine, passa in rassegna tutti gli aspetti della vita paesana relativamente ad un periodo che va dalla fine del 1800 al secondo dopoguerra. Fornisce vasta documentazione anche fotografica.
Il mondo contadino e il Museo di Orsara di Farinetti, Ricci, Vacca, finanziato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Alessandria, è un piccolo libro di 34 pagine pubblicato nel 2004, che vuole essere una risposta alle domande rivolte dalle scolaresche in visita e insieme un invito ad immaginare, attraverso gli oggetti raccolti nel Museo, la vita di una civiltà scomparsa.
Mayno della Spinetta, ovvero il brigante di Marengo tra storia e leggenda di Egidia Pastorino, stampato nel marzo 2006 e finanziato dalla Fondazione CRT, racconta del personaggio passando in rassegna tutta la letteratura riguardante la vicenda e prende le mosse dall’opera di Viganò che è stato il primo biografo del brigante.
Questa è la nostra storia. Storia della scommessa di pochi e della volontà di un paese di connotarsi nel mondo contemporaneo valorizzando la storia del suo passato. Che non riguarda grandi eventi ma tante vite vissute con dignitosa povertà e quotidiano sacrificio a cui guardare con rispetto e gratitudine.
Elisabetta Farinetti
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